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Bruno Prota
Via Montericco 14 - Padova - Tel. 049 62.44.11
La Vita Le Opere La Critica E@mail

Le critiche

           Non cieli, non prati, non fiori, ma "solo" gente: l'attenzione dell'artista è tutta concentrata sulla rappresentazione di questo microcosmo vario e coloratissimo, uomini e donne colti in momenti diversi di un'esistenza che lascia tutti, anche nelle circostanze che dovrebbero essere liete, attoniti, perplessi e tristi. Sì, è certo un'irrequietudine interiore che smorza i sorrisi in questi volti e, quasi palpabile, è la tristezza che ne deriva, tanto loro, i personaggi, sono consci dell'ineluttabilità della loro condizione. E così, perché perso nei suoi pensieri, può  capitare che un musico dimentichi di suonare il suo strumento o, uno stralunato turista in gondola a Venezia, possa  persino giungere a ignorare la magica realtà di pietre e acqua che lo circonda  o una sposa rimanga indifferente al fatidico momento del suo sì. Allo stesso modo, anche lo spettacolo di cabaret, si svolge fra il totale disinteresse degli astanti e, al circo, neppure uno spettatore plaude alle prodezze dell'equilibrista. Questa folla è apatica, cioè non partecipa emotivamente a ciò che succede intorno e, nei volti mesti, persiste un'ombra di malinconia attesa, come se tu che guardi, in qualche modo, potessi dissipare i dubbi e rispondere a quella domanda che è implicita nei loro sguardi. Percepisco che la mancanza di una risposta certa è ciò che impedisce loro di "rasserenarsi", di trovare la voglia di "partecipare", di non sentirsi soli pur in mezzo a tanti....

           Qualcuno di importante ha detto che "i pittori fanno pittura, non significati", ebbene ho molto riflettuto su queste parole e davvero non posso condividerle, perché sono convinta che l'artista, anche se nella spinta del suo momento creativo non ne è consapevole, "ci parla", "si racconta" e si scopre attraverso la sua opera. Infatti, a meno che non sia un impostore, tutto ciò che lui produce, è frutto della sua sensibilità, esperienza e cultura, insomma di tutto il suo "io" più intimo. Ognuno di noi filtra poi questo messaggio e lo legge attraverso la propria individualità così la stessa opera può essere recepita in più modi; d'altronde, se così non fosse, non ci sarebbe quadro, musica o poesia capaci di commuoverci o sdegnarci o comunque di suscitare i noi le più diverse emozioni. Ebbene questa "gente"di PROTA, pur nei suoi coloratissimi abiti, così triste e pensosa, così irrequieta e perplessa, da sempre mi commuove e quello smarrimento che leggo nei volti mi coinvolge e mi va dritto al cuore, perché anch'io, anche tu, anche noi facciamo parte di questa umanità dolente e, come loro, i personaggi, dietro una facciata ingannevole e bugiarda, nascondiamo lo stesso sbigottimento, la stessa rassegnazione e, pur restando muti, urliamo a Qualcuno tutta la nostra umana impotenza

M.Grazia Pezzangora Fabbri Colabich